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Eclissi solare e protezione visiva

Ragosta Maria Chiara

10 ago 2026

criteri tecnici e osservazione in sicurezza secondo la norma UNI EN ISO 12312-2

L’osservazione dei fenomeni astronomici, in particolare delle eclissi solari (siano esse totali o parziali), rappresenta da sempre un evento di straordinario interesse scientifico e divulgativo. Tuttavia, sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza, l’esposizione dell’apparato visivo alla radiazione solare diretta costituisce un rischio significativo e non trascurabile.


Fissare direttamente il disco solare senza un’adeguata schermatura certificata può determinare lesioni fotochimiche e termiche irreversibili a carico della retina (retinopatia solare o maculopatia fototossica), con compromissione permanente della capacità visiva. Durante la fase di oscuramento parziale, infatti, la diminuzione della luminosità apparente induce una riduzione del riflesso pupillare di costrizione (miosi) e dell'istinto naturale distoglimento dello sguardo; tuttavia, la densità di flusso radiativo (radiazione ultravioletta UV, visibile e infrarossa IR) che raggiunge la retina rimane sufficiente a produrre danni biologici severi, spesso indolori nell'immediato.


Il quadro normativo: la norma tecnica UNI EN ISO 12312-2

Per garantire l’incolumità visiva durante l’osservazione solare diretta, la normazione tecnica internazionale e nazionale ha definito criteri prestazionali rigorosi. Il riferimento cardine è la norma UNI EN ISO 12312-2 ("Protezione degli occhi e del viso - Occhiali da sole e dispositivi similari - Parte 2: Filtri per l'osservazione diretta del sole").

Elaborata in sede internazionale all'interno del comitato ISO/TC 94 ("Personal safety -- Personal protective equipment") e recepita a livello europeo (CEN) e nazionale da UNI (Ente Italiano di Normazione), la norma specifica i requisiti fisici, ottici e costruttivi che i filtri e i dispositivi afocali devono possedere per consentire la visione diretta del Sole in condizioni di assoluta sicurezza.


Requisiti tecnici essenziali stabiliti dalla norma:

  1. Fattore di trasmissione spettrale e luminosa: I filtri conformi alla UNI EN ISO 12312-2 abbattono drasticamente la luce visibile (consentendo il passaggio di una frazione infinitesimale, migliaia di volte inferiore rispetto ai comuni occhiali da sole) e bloccano quasi totalmente le componenti nocive dello spettro ultravioletto (UV-A, UV-B) e della radiazione infrarossa (IR).

  2. Omogeneità e qualità ottica del materiale: Il filtro deve essere privo di difetti strutturali, microfori, graffi, bolle o inclusioni che possano determinare disomogeneità nel coefficiente di trasmissione.

  3. Resistenza meccanica e stabilità di montaggio: Il supporto/montatura deve trattenere stabilmente i filtri, impedendo infiltrazioni laterali di luce diretta e garantendo l’integrità del dispositivo durante l’uso.

  4. Marcatura e tracciabilità: I dispositivi conformi devono recare impressa in modo chiaro e indelebile la marcatura di rispondenza alla norma UNI EN ISO 12312-2 (o EN ISO 12312-2 / ISO 12312-2), unitamente all’identificazione del fabbricante e alle relative istruzioni d’uso.


Misure di prevenzione e buone prassi operative

Per una corretta gestione del rischio ottico in occasione di un'eclissi, si raccomanda l'adozione delle seguenti misure di prevenzione:

  • Utilizzo esclusivo di DPI / visori certificati: Impiegare unicamente occhiali per eclissi o visori manuali recanti la marcatura di conformità alla norma UNI EN ISO 12312-2. I comuni occhiali da sole (disciplinati dalla UNI EN ISO 12312-1 per uso generico), ancorché polarizzati o a specchiatura scura, non forniscono alcuna protezione adeguata per l'osservazione diretta del Sole.

  • Divieto assoluto di dispositivi improvvisati o "fai-da-te": È categoricamente vietato l'uso di vetri affumicati, pellicole radiografiche, negativi fotografici, CD/DVD o filtri fotografici non idonei. Tali supporti possono attenuare parzialmente la luce visibile ingannando l’occhio, ma lasciano transitare livelli pericolosi di radiazioni UV e IR.

  • Interazione con strumenti ottici d'ingrandimento: Non utilizzare mai visori o occhialini conformi alla UNI EN ISO 12312-2 anteponendoli all’oculare di binocoli, telescopi, fotocamere o cannocchiali. Gli strumenti ottici concentrano il fascio luminoso con una densità energetica tale da fondere o perforare istantaneamente il filtro protettivo. L'osservazione telescopica richiede filtri solari specifici montati rigorosamente a monte dell'obiettivo (apertura frontale) dello strumento.

  • Ispezione preliminare all'uso: Prima dell'impiego, verificare visivamente l'integrità del filtro. In presenza di pieghe anomale, graffi, fori o distacco dalla montatura, il dispositivo deve essere immediatamente scartato e sostituito.

  • Sorveglianza dei soggetti vulnerabili e minori: Monitorare costantemente l’utilizzo dei dispositivi da parte di bambini e soggetti non autonomi per prevenire rimozioni accidentali durante l'osservazione.


Fonti e Riferimenti Tecnici


Per consulenze specialistiche in materia di valutazione dei rischi specifici, conformità delle attrezzature di lavoro, DPI e redazione della documentazione di sicurezza (DVR, POS, PSC), il team tecnico di MJ Work è a disposizione delle aziende.

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