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Nuova UNI CEI EN ISO 19011:2026: Ecco Come Cambiano gli Audit dei Sistemi di Gestione

Ragosta Maria Chiara

28 mag 2026

Pubblicata la quarta edizione dello standard globale sulle linee guida per gli audit. Focus definitivo su metodi a distanza, sedi virtuali e gestione dei rischi del programma.

Il mondo della conformità e dei sistemi di gestione compie un passo decisivo verso il consolidamento delle tecnologie digitali e l'analisi dei rischi operativi. È stata ufficialmente pubblicata la nuova norma UNI CEI EN ISO 19011:2026 ("Linee guida per gli audit dei sistemi di gestione"). Questa quarta edizione annulla e sostituisce integralmente la terza edizione del 2018, introducendo una revisione tecnica profonda che impatta direttamente su chi pianifica, gestisce ed esegue attività di verifica ispettiva.  


La norma si rivolge a qualsiasi organizzazione che abbia l'esigenza di pianificare e condurre audit interni (di prima parte) o su fornitori esterni (di seconda parte), adattandosi in modo flessibile a sistemi di gestione di ogni tipo e dimensione (dalla Sicurezza sul Lavoro ISO 45001 alla Qualità ISO 9001).  


La corretta conduzione degli audit rappresenta il motore del miglioramento continuo e della prevenzione aziendale. Vediamo nel dettaglio quali sono i riferimenti e le principali modifiche introdotte dall'edizione 2026.  


1. L'integrazione della ISO/IEC TS 17012 e l'audit da remoto

La novità tecnica più rilevante dichiarata nella premessa della norma è l'ampliamento delle linee guida sui metodi di audit a distanza e sulle sedi virtuali. Questo aggiornamento è stato strutturato attraverso l'introduzione delle linee guida contenute nella specifica tecnica ISO/IEC TS 17012. L'audit a distanza smette di essere considerato uno strumento emergenziale o d'eccezione, ma viene codificato come una metodologia ordinaria ed efficace, capace di preservare intatti i principi cardine dell'attività di verifica.  


2. Struttura della norma e la centralità dei Principi di Audit

La norma mantiene l'impianto logico consolidato, articolandosi nei capitoli essenziali per la tenuta del processo di verifica, a partire dal Capitolo 4 (Principi dell'attività di audit) che elenca i pilastri deontologici e operativi dell'auditor:  

  • Integrità e Presentazione imparziale.  

  • Dovuta professionalità e il vincolo fondamentale della Riservatezza (cruciale quando si trattano e si scambiano evidenze su piattaforme digitali).  

  • Indipendenza e Approccio basato sull'evidenza.  

  • Approccio basato sul rischio (risk-based approach).  


3. Gestione del programma: focus su rischi e opportunità (Capitolo 5)

L'approccio basato sul rischio entra prepotentemente nella cabina di regia di chi pianifica le verifiche aziendali. Il Capitolo 5 stabilisce precise tappe per la gestione del programma di audit, inserendo passaggi chiave dedicati alla determinazione e valutazione dei rischi e delle opportunità del programma (Punto 5.3). Chi gestisce il programma dovrà valutare ex-ante i rischi legati alle tecnologie utilizzate, alla disponibilità dei canali di comunicazione virtuale e alla sicurezza dei flussi informativi aziendali.  

Il medesimo capitolo disciplina in modo rigoroso anche la selezione dei metodi di audit (Punto 5.5.3), la competenza di chi gestisce il programma (Punto 5.4.2) e la gestione delle relative registrazioni (Punto 5.5.7).  


4. La Conduzione dell'Audit e le competenze dell'Auditor (Capitoli 6 e 7)

Il Capitolo 6 guida l'operatività passo dopo passo, dalla determinazione della fattibilità (Punto 6.2.3) fino alla conduzione delle riunioni di apertura e chiusura e alla preparazione del rapporto di audit. Per gli audit da remoto, l'accento si sposta sul punto 6.4.5 (Accesso alle informazioni relative all'audit), dove l'auditor deve muoversi all'interno di archivi cloud ed evidenze documentali dematerializzate in modo sicuro ed efficiente.  

Infine, il Capitolo 7 delinea i criteri per valutare e mantenere nel tempo le competenze dei gruppi di audit e dei singoli valutatori, ponendo l'accento non solo sulle conoscenze tecniche, ma sul comportamento personale e sull'abilità nell'utilizzo critico degli strumenti digitali di verifica. 

 

Con la pubblicazione della UNI CEI EN ISO 19011:2026, l'attività di audit si allinea definitivamente all'era digitale e dei modelli di lavoro ibridi. Le organizzazioni hanno tempo fino a novembre 2026 per recepire il nuovo status di norma nazionale e ritirare i vecchi schemi in contrasto. Aggiornare le procedure interne di audit non è più solo una questione di conformità, ma una scelta strategica per proteggere e valorizzare i processi aziendali. 

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